Stripe e Advent rinunciano all’assalto a PayPal: il titolo crolla a Wall Street

Il grande assalto a PayPal sembra essersi fermato prima di arrivare al traguardo. Il consorzio formato dalla società di private equity Advent International e dal colosso dei pagamenti digitali Stripe avrebbe deciso di abbandonare il progetto di acquisizione del gruppo americano, mettendo fine — almeno per ora — a una delle operazioni più ambiziose nel settore fintech degli ultimi anni. La notizia, riferita da Bloomberg sulla base di fonti vicine al dossier, ha immediatamente riacceso l’attenzione sulla valutazione di PayPal e sulle prospettive del suo piano di rilancio.

Un’offerta da oltre 53 miliardi

La proposta era stata presentata a luglio e prevedeva un prezzo di 60,50 dollari per azione, per una valutazione complessiva superiore ai 53 miliardi di dollari. Secondo Reuters, il finanziamento dell’operazione avrebbe potuto contare su circa 50 miliardi di dollari di impegni bancari. Il consiglio di amministrazione di PayPal avrebbe però giudicato l’offerta insufficiente, sollevando inoltre dubbi legati alla struttura finanziaria e ai possibili ostacoli regolamentari.

Il mercato scommetteva sul takeover

Le indiscrezioni sull’interesse di Stripe e Advent avevano alimentato nelle ultime settimane una forte rivalutazione del titolo, con le azioni PayPal arrivate a chiudere a 61,47 dollari, quindi al di sopra del prezzo originariamente proposto dal consorzio. La prospettiva di un’acquisizione aveva sostenuto le quotazioni per buona parte dell’estate, ma l’ipotesi di un ritiro degli offerenti ha provocato una brusca inversione: nel premarket il titolo ha registrato perdite nell’ordine del 13-15%, tornando vicino ai livelli precedenti alle indiscrezioni sul deal.

Dai 360 miliardi del 2021 alla nuova realtà fintech

Il confronto con il passato fotografa la profondità della trasformazione attraversata da PayPal. Nel pieno del boom tecnologico legato alla pandemia, nel 2021, la società aveva raggiunto una valutazione vicina ai 360 miliardi di dollari secondo la ricostruzione Bloomberg ripresa da Reuters. Da allora il ritorno dei consumatori agli acquisti fisici e la crescente pressione di concorrenti come Apple Pay e Google Pay hanno ridimensionato le aspettative di crescita, costringendo il gruppo a ripensare profondamente la propria strategia.

Ora la partita passa al rilancio di PayPal

Con il venir meno dell’ipotesi Stripe-Advent, l’attenzione degli investitori torna sul piano industriale guidato dall’amministratore delegato Enrique Lores, entrato in carica nel marzo 2026. PayPal sta lavorando a una riorganizzazione delle attività, a una riduzione dei costi e a una maggiore focalizzazione sui segmenti a più alta marginalità, dal checkout ai servizi finanziari per i consumatori fino ai pagamenti e alle attività crypto. La società ha inoltre migliorato le proprie previsioni sugli utili per il 2026, cercando di dimostrare che il recupero di valore può arrivare anche senza un’acquisizione. 

Condividi articolo:

Popolari

Gli articoli giorno per giorno

Agosto 2026
L M M G V S D
  1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31  

Altri articoli
Correlati

Unipol, Cimbri ridisegna il risiko: Mps “sarà capofila”, con Bper un polo da oltre 250 miliardi

Unipol torna protagonista a Piazza Affari mentre il risiko...

Fed, Warsh gela i mercati: inflazione troppo alta, “abbiamo del lavoro da fare” sui tassi

A Jackson Hole Kevin Warsh non ha annunciato una decisione sui...

Bezzecchi leader delle Practice del Gp di Aragon, Martin settimo

ALCANIZ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Marco Bezzecchi si prende le...