Unipol torna protagonista a Piazza Affari mentre il risiko bancario italiano entra in una nuova fase. A delineare tempi, dimensioni e architettura del possibile riassetto è il presidente Carlo Cimbri, che assegna a Monte dei Paschi di Siena un ruolo centrale nella costruzione di un nuovo polo nazionale. Il progetto prevede prima lo sviluppo delle sinergie tra banca e assicurazione e, successivamente, una possibile aggregazione tra Mps e Bper, con l’obiettivo di creare il secondo gruppo bancario italiano.
Mps “sarà capofila” del nuovo gruppo
Sul futuro di Siena, Cimbri, in un’intervista al Sole 24 Ore, indica una direzione precisa: Monte dei Paschi “sarà capofila” dell’aggregazione con Bper e “diventerà il secondo gruppo bancario in Italia con una rete distributiva capillare, presente in tutte le regioni”. Un ruolo che, nelle intenzioni illustrate dal presidente di Unipol, manterrebbe anche un forte legame con il territorio. La sede resterà infatti a Siena perché, ha sottolineato Cimbri, “Rocca Salimbeni è un simbolo da 500 anni”.
Prima le sinergie, poi l’aggregazione con Bper
La costruzione del nuovo polo dovrebbe procedere per tappe. “In prima battuta svilupperemo tutte le sinergie tra banche e assicurazioni”, ha spiegato Cimbri. Solo successivamente partirebbe la seconda fase, quella destinata a cambiare maggiormente gli equilibri del credito nazionale: la “aggregazione di Mps con Bper”. Il risultato prospettato è un gruppo con una rete estesa sull’intero territorio nazionale e una quota del mercato bancario italiano stimata tra il 14% e il 15%.
Un polo da oltre 250 miliardi di attivi
Le dimensioni potenziali danno la misura dell’operazione. Secondo i dati riportati da Teleborsa, il nuovo gruppo potrebbe superare 250 miliardi di euro di attivi, avvicinarsi alle 3.000 filiali e contare su circa 230 miliardi di depositi. I finanziamenti a famiglie e imprese arriverebbero intorno ai 200 miliardi, con oltre 30.000 dipendenti e circa 8 milioni di clienti. Numeri che trasformerebbero l’aggregazione in uno dei passaggi più rilevanti del consolidamento bancario italiano degli ultimi anni.
Cimbri difende il marchio e il ruolo di Siena
Il presidente di Unipol insiste anche sull’identità di Monte dei Paschi. “È la banca italiana più antica” e dispone, secondo Cimbri, di un “marchio più conosciuto, più forte di Bper”. Da qui la volontà di preservare Rocca Salimbeni e il radicamento senese anche nel nuovo assetto. Cimbri assicura inoltre che “non faremo mancare il sostegno alle iniziative del territorio”, respingendo l’idea di un’operazione costruita attraverso lo smembramento dell’istituto: “Non compriamo quanto rimarrà di uno spezzatino di Mps ma una banca con tutta la sua dignità e solidità”.
Una tabella di marcia fino al 2028
Anche i tempi vengono delineati con una certa precisione. Secondo lo scenario indicato da Cimbri, l’offerta di Intesa Sanpaolo dovrebbe chiudersi entro la fine del 2026, mentre Mps potrebbe passare a Unipol nel corso del 2027. L’eventuale coinvolgimento di Bper arriverebbe invece nel 2028, completando così il percorso verso il nuovo polo. Una sequenza che lascia ancora diversi passaggi societari da affrontare, ma che offre al mercato una prima possibile tabella di marcia.

