Auto autonome, meno sinistri e più concentrazione: per le assicurazioni cambia un mercato da 920 miliardi

L’auto autonoma promette di rendere le strade più sicure, ma per le compagnie assicurative rischia di aprire una delle trasformazioni più profonde dell’ultimo secolo. Meno incidenti, responsabilità che si spostano dal guidatore al costruttore e veicoli sempre più costosi da riparare potrebbero ridisegnare un mercato che oggi vale centinaia di miliardi di dollari. È lo scenario tracciato dallo studio “Autonomous vehicles will shift the insurance paradigm” del CIO Office, firmato da Mauro Carli, Senior Equity Research Analyst Insurance and Asset Management.

In gioco un mercato da 920 miliardi di dollari

Alla fine del 2025 circa 920 miliardi di dollari dei 2.300 miliardi di premi Property & Casualty mondiali provenivano dall’assicurazione auto, secondo i dati Allianz citati nello studio. Circa l’80% era legato alle polizze personali. L’arrivo dei veicoli autonomi di livello 3, 4 e soprattutto 5 potrebbe però restringere progressivamente questo bacino, obbligando le compagnie a ripensare prodotti e modelli di business costruiti per oltre un secolo attorno al rischio del conducente.

Fino all’80% di incidenti in meno, ma riparazioni molto più care

Il paradosso è tutto nei sinistri. Secondo uno studio KPMG richiamato nell’analisi, negli Stati Uniti la frequenza degli incidenti potrebbe diminuire fino all’80% entro il 2040, mentre le aspettative dell’industria indicano una riduzione dei costi dei sinistri del 3-6% annuo nei prossimi decenni. Ma ogni incidente potrebbe diventare assai più oneroso: Swiss Re stima che oggi riparare un veicolo completamente autonomo di livello 5 costi circa 3,4 volte quanto intervenire su un’automobile tradizionale di livello 0.

Il rischio passa dal guidatore al costruttore

La rivoluzione più importante potrebbe riguardare la responsabilità. Con la diffusione dei veicoli autonomi, una quota crescente dei sinistri potrebbe essere attribuita non più al conducente ma a produttori automobilistici e fornitori di software. Lo studio sottolinea che questo favorirebbe partnership dirette fra assicuratori e case automobilistiche e potrebbe incorporare parte della copertura assicurativa direttamente nel prezzo del veicolo. Un passaggio particolarmente rilevante considerando che circa l’80% dei costi dei sinistri auto è oggi collegato a danni alle persone e spese legali.

Per gli investitori conteranno scala, dati e diversificazione

Nel lungo periodo il mercato assicurativo auto globale potrebbe stabilizzarsi fra 2035 e 2040 e successivamente entrare in una fase di declino strutturale, anche per effetto di robotaxi e mobilità condivisa. Per il CIO Office i potenziali vincitori saranno soprattutto i grandi assicuratori P&C diversificati e gli operatori tecnologicamente avanzati, capaci di utilizzare grandi quantità di dati in tempo reale, stringere accordi con i costruttori e sviluppare nuove coperture per cyber risk, software, hardware e flotte autonome. La tecnologia ridurrà dunque alcuni rischi tradizionali, ma contemporaneamente ne creerà di nuovi.

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