UniCredit sale al 26% in Commerzbank, ma Berlino frena: “Non venderemo la nostra quota”

UniCredit rafforza la sua presenza in Germania, salendo al 26% del capitale di Commerzbank. L’operazione, annunciata lo scorso luglio e finalizzata nei tempi previsti, consolida l’istituto guidato da Andrea Orcel come primo azionista della banca tedesca.

Sul fronte patrimoniale, l’impatto sul coefficiente CET1 è stato superiore alle attese: 145 punti base contro i 110 stimati inizialmente. A determinare la differenza sono stati il rialzo del titolo Commerzbank e la ristrutturazione del derivato collar, introdotto per attenuare la volatilità sui conti. Il ritorno sull’investimento resta stabile intorno al 20%, con UniCredit che rivendica il superamento delle metriche finanziarie predefinite e la generazione di “significativo valore per gli azionisti”.

Ma da Berlino arriva subito una frenata. Il ministero delle Finanze tedesco ha ribadito che non intende cedere la partecipazione statale in Commerzbank, definendo l’iniziativa di UniCredit un “approccio non coordinato e ostile”. “La posizione del Governo Federale rimane invariata: respingiamo il rinnovato approccio di UniCredit”, ha dichiarato una portavoce citata da LaPresse.

Il braccio di ferro tra Piazza Gae Aulenti e Berlino si inserisce in un contesto delicato: UniCredit, pur evitando un ruolo diretto nella governance di Commerzbank, punta a consolidare la sua influenza sul mercato bancario tedesco, mentre il governo federale difende il controllo pubblico su un istituto considerato strategico.

Resta ora da capire se la mossa di Orcel aprirà a un dialogo più serrato con le autorità tedesche o se il confronto si trasformerà in un nuovo terreno di tensione tra Italia e Germania sul fronte bancario.

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