Secondo Dijana Jelic, senior institutional portfolio manager, emerging markets equity di Rbc BlueBay, dopo il rally del 2025, il 2026 per l’azionario emergente si gioca tra continuità dei driver (dollaro debole, utili, riforme) e rischi di correzione legati a geopolitica, politica interna e ciclo dell’IA.

“Nel 2025 le azioni dei mercati emergenti hanno registrato un anno eccezionalmente positivo, sovraperformando in modo significativo i mercati sviluppati. Sostenuti da fondamentali solidi, dall’accelerazione degli utili, da un dollaro Usa più debole, nonché da cambiamenti strutturali e geopolitici, i mercati emergenti hanno attirato sempre più l’attenzione degli investitori internazionali. Ora ci si deve chiedere quanto sia sostenibile questa dinamica. Il 2026 vedrà una prosecuzione della sovraperformance oppure, dopo il forte rialzo, è probabile una correzione significativa?
Scenario rialzista: fattori di continuità e opportunità nei mercati emergenti nel 2026
Dopo un prolungato ciclo negativo iniziato nel 2010, riteniamo di entrare ora in una nuova fase che dovrebbe sostenere una sovraperformance duratura delle azioni emergenti. Tra i fattori che incidono maggiormente, troviamo il continuo indebolimento del dollaro Usa, che tipicamente coincide con una sovraperformance degli EM rispetto alle azioni dei mercati sviluppati. Stiamo iniziando a osservare un graduale spostamento degli asset dagli Stati Uniti, mentre le valute dei mercati emergenti sono sostenute da valutazioni interessanti, tassi reali elevati e solidi saldi delle partite correnti. Inoltre, la creazione di valore relativa degli emergenti rispetto ai mercati sviluppati è migliorata nel 2025, trainata dalla crescita degli utili e dall’espansione del RoE nei grandi mercati asiatici come Cina, Corea del Sud e Taiwan. Una crescente attenzione alle riforme strutturali e alla remunerazione degli azionisti in molti Paesi emergenti dovrebbe supportare ulteriormente la creazione di valore. Infine, nonostante le prospettive favorevoli, le azioni emergenti trattano a uno sconto storicamente ampio rispetto ai mercati sviluppati e restano sottopesate nei portafogli.
Scenario ribassista: nonostante tutto, permangono segnali di debolezza
Tra i rischi per lo scenario rialzista sulle azioni emergenti nel 2026 vi sonol’incertezza geopolitica – in particolare una nuova escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Cina – e i rischi politici domestici in alcuni mercati emergenti, incluse le elezioni presidenziali in Brasile previste nel corso dell’anno. Nella regione latino-americana stiamo osservando sviluppi politici positivi, con uno spostamento verso governi centristi più orientati al mercato; l’esito delle elezioni brasiliane sarà quindi rilevante in questo contesto.
Ulteriori fattori di rischio includono un possibile rallentamento degli investimenti in capitale legati all’IA – un importante motore della crescita dell’EPS nei mercati emergenti, attesa superiore a quella di altre principali regioni nei prossimi anni – nonché una crescita economica e un’inflazione negli Stati Uniti più forti del previsto, che potrebbero rallentare il percorso di allentamento monetario della Fed e sostenere il dollaro Usa”.

