Bitcoin nelle banche europee: Intesa Sanpaolo apre la strada all’operatività sui crypto-asset

Intesa Sanpaolo fa il passo decisivo nel mondo cripto: con 100 milioni di dollari in ETF Bitcoin e una strategia di copertura, la banca trasforma l’interesse teorico in operatività concreta, segnando una svolta nel panorama finanziario europeo.

Intesa Sanpaolo tra Etf e acquisto diretto di Bitcoin

Gli operatori più esperti seguivano da tempo l’evoluzione dell’approccio bancario a Bitcoin. Intesa Sanpaolo aveva già investito in strumenti quotati collegati a BTC, prima tramite ETN e successivamente attraverso Etf. Nel gennaio 2025, la banca ha formalizzato l’acquisto diretto di 11 Bitcoin, consolidando la propria strategia sul mercato dei crypto-asset.

Sempre più istituti hanno aperto desk di trading proprietario dedicati al mondo cripto. Mentre il regolatore europeo limitava i servizi cripto per la clientela retail, molte banche hanno sviluppato esposizioni proprietarie, adottando una logica industriale e strategica di lungo periodo. L’attenzione verso Bitcoin non sorprende: l’asset ha registrato performance straordinarie in 11 degli ultimi 14 anni, imponendosi come uno degli strumenti con il miglior rendimento a livello globale.

Dalla teoria alla pratica: l’evoluzione dell’offerta bancaria

L’evoluzione delle banche europee è stata graduale: dall’esposizione indiretta alla strutturazione di prodotti dedicati, fino all’uso maturo di strumenti regolamentati per gestire posizioni e rischio. A trainare il fenomeno ha contribuito anche il successo degli Etf Bitcoin negli Stati Uniti, con raccolte complessive per decine di miliardi di dollari, che hanno normalizzato Bitcoin come asset allocabile nei portafogli istituzionali.

In Europa, gruppi come Crédit Agricole, Santander, BBVA, Société Générale, BNP Paribas, Commerzbank, Deutsche Bank e Intesa Sanpaolo hanno avviato iniziative che aprono all’operatività su Bitcoin e strumenti collegati. Anche in Italia, UniCredit ha mostrato apertura tramite prodotti strutturati e partecipazione a progetti di stablecoin. Realtà più agili come Tinaba, Hype e Revolut offrono esposizione ai crypto-asset da anni, anticipando la tendenza retail.

Regolamentazione e futuro del mercato cripto in banca

Il quadro regolamentare europeo rappresenta un ulteriore acceleratore. Numerosi operatori hanno avviato l’iter MiCAR, tra cui grandi banche tradizionali come BBVA e Commerzbank. Questo segnala che il mercato si sta strutturando all’interno della finanza vigilata, con standard di compliance, governance e gestione del rischio simili a quelli degli altri strumenti finanziari.

La “svolta” del 2025 non segna l’inizio del fenomeno ma la sua emersione pubblica. Ciò che cambierà nei prossimi anni sarà soprattutto il canale di accesso: investire in Bitcoin diventerà sempre più naturale tramite intermediari vigilati, integrando i crypto-asset all’interno dei servizi bancari ordinari e aprendo nuove opportunità per investitori istituzionali e retail.

“Era solo questione di tempo: come già detto più volte, il 2026–2027 segnerà l’ingresso strutturale dei grandi gruppi bancari italiani ed europei in Bitcoin. L’adozione istituzionale è un processo irreversibile”, ha commentato l’amministratore delegato di CheckSig, Ferdinando Ametrano.

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